Piacere, Andrej Mussa

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La tirannia dei bisogni e la teoria del piacere ossidano e decapitano ogni qualsivoglia idea di perpetuo ed eterno moto dell’anima nella materia e nel tempo.

Andrej Mussa, ricercatore gastronomico e amante dell’arte, analizza l’ordine del corpo ed interagisce con l’arte stessa attraverso l’accompagnamento del cibo. L’azione di Mussa è un’esperienza democratica, riceve il dono del cibo cucinato dagli artisti per il tempo di una chiacchierata in cui ci si racconta, mentre concede il sogno di “abitare il cibo e impiattare i ricordi”, un invito alla metabolizzazione della cultura, all’esperienza del dialogo, dello scambio. Un inusuale ed originale appuntamento in cucina come in un luogo privato, prima segreto, in cui raccontarsi attraverso un sistema di identificazione con il cibo. Siamo ciò che mangiamo, per la biologia come per il simbolismo, succhi gastrici residuali, scegliamo, mastichiamo, digeriamo, vomitiamo secondo poche regole della natura e dell’evoluzione nell’adattamento. L’influenza sociale, il condizionamento … contaminano i nostri comportamenti alimentari e la cucina resta l’unico habitat per le memorie, le tradizioni, le fondamenta di ogni possibile umana amplificazione. Basta che un odore, un sapore, un assaggio già gustati un tempo lo siano di nuovo, per liberare l’essenza permanente, e solitamente nascosta, delle cose ed un pizzico di verità in più, mentre scarseggia. Dopo l’ora del sacrificio in cui si compone il carattere, Andrej Mussa invita alla condivisione della storia di un cibo che scompone i ricordi e l’identità. Sudiamo per imparare a dare più forme ed appetiti alla vita mentre ci alimentiamo per sopravvivere o per compensare bisogni emotivi … è una possibilità che inizia ad aver fame d’impulsi.

 

di Annarita Borrelli