Missgoff Etown

19 Set Missgoff Etown

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I RICETTARI D’ARTE… © Andrej Mussa

In forno le polpette di zucchine verdi al Caffè di MissGoff Etown…
« Il segreto è nella salsa. »
(Sipsey)

Quattro donne…
Mi hai fatto una bellissima sorpresa MissGoff Etown! Il tuo, è un mondo colorato. Un mondo di carte colorate
Si direbbe, che anche il cibo quel giorno sembrava fatto di tanti pezzi di carta colorata… cotta al forno.
Fulvia Monguzzi, in arte MissGoff Etown, vive in un collage… Lei realizza collage, vive a colpi di forbice e di coltello.
L’illustrazione e il cibo sono il suo mondo.
Ha scelto la carta per aggiungere al suo stato d’animo leggerezza e ironia. Fulvia Monguzzi stanca della tridimensionalità quotidiana raggiunse una dimensione “piatta” delle cose…

Così, si trasformò “goffamente” in MissGoff Etown.
Mi ospita dove è tutto Gipsy, nomade e urbano… Il suo habitat creativo e domestico quel giorno poteva assomigliare ad una carovana di circensi che, improvvisamente si apriva su un orto in Brianza. A volte, mi dava anche l’impressione di un accessorio della Barbie… ricordate? chi aveva una sorellina si ricorda… di quelle case roulotte di plastica colorata che si aprivano con accessori vari. Di colpo, mi sentivo travestito in Ken … Ho già raccontato del mio approccio non critico attraverso questi incontri con gli artisti nelle loro cucine. Non “criticherò” il loro percorso artistico, non sono un critico d’arte ma, mi soffermerò a raccontare di quel preciso istante, quell’emozione che l’artista mi trasmette con I RICETTARI D’ARTE. Semplicemente racconterò, osservando la creatività dell’artista e mangiando il piatto cucinato per me dall’artista… una mia sensazione.

Quel mattino non c’erano pomodori verdi fritti ma, una
FARINATA
farina di ceci, olio e pepe.
Una splendida INSALATA DI RISO INTEGRALE (riso, pomodori, feta, olive nere, lime, capperi, cetriolo, menta, basilico).
POLPETTE DI ZUCCHINE (zucchine, pangrattato, feta, fagioli, semi di papavero, menta, basilico, limone).
BICCHIERINI DI RICOTTA E MORE (ricotta, biscotti, more, zucchero).
SANGRIA di MissGoff Etown, con (rum, zucchero, limone, arancia mela, vaniglia, limonata, vino rosso).
PALLINE DI MANDORLE (farina di mandorle, burro, zucchero).
PALLINE DI COCCO (farina di cocco, burro, zucchero)
THE ALLA MENTA
Una delle quattro protagoniste della tavola è stata Marta Ilardo. Marta non disegna. Con la matita non disegna sulla carta; Marta, con la matita traccia persorsi di pedagogia infantile. Interpreta le “ostilità domestiche” attraverso forme di intensità emotive diverse… a seconda di storie personali, dei sentimenti e delle fantasie più o meno inconsce, e in una mattina inconsciamente… assaggio la sua focaccia, perchè certi piatti bisogna assaggiarli con incoscienza. Così che, i nostri sensi dormienti si risveglino di colpo dopo assaggi di odori e sapori in cucina. La sua, era una focaccia Pazzesca! Ragazzi, accompagnata con un freschissimo vino bianco mattutino… ahahahaha devo ammettere che non c’è stata terapia d’urto migliore per rimettere in moto i miei cinque sensi…
a volte basta un pezzo di focaccia e un buon bicchiere di vino per raggiungere quella sensazione di quietezza e spensieratezza infantile che, probabilmente solo una pedagoga in cucina può farti raggiungere. Anche di mattina!

Dov’è MissGoff Etown…?! Cosa ti ha distratto per farti girare così di scatto? Stavi mescolando il tuo impasto, annusavi e assaggiavi con cura. Ti accompagnava in questa performance di generi alimentari & artistici…la voce di Faber.
Forse qualcosa nella sua voce? O nel tuo impasto? Miss… c’era un buon odore di menta, si sentiva anche a distanza… Tu, quel giorno impastavi la nostra atmosfera. Ti osservavo timida e colorata, e la timidezza quando la colori diventa poesia.

IL COLORE CI HA PERMESSO DI RENDERE LA NOSTRA EMOZIONE SENZA MESCOLARE E SENZA REIMPIEGARE I VECCHI MEZZI COSTRITTIVI… amava ripetere Matisse.
Fanzina mi piace, perchè sa di impasto, sa di vecchia romagna… Le tue ricette sono di limitate diffusioni, tanti amici ti assaggiano perchè tu sei buona. Ti ho conosciuta, ho conosciuto le tue illustrazioni attraverso un atelier di moda. La bravissima stilista Giulia Marani che inventa capi interagendo con gli artisti quel giorno scelse te… e come quel giorno, tu… oggi hai colto nell’orto le verdure più colorate.
Com’era bello guardarti immersa nel tuo impasto. Cantavi e pensavi. Se dipingete, chiudete gli occhi e cantate! La pasta semidura ma friabile della feta era luminosa come una “OIKIA” tra le tue mani… bianche e salate.
Pecore e caglio ci accompagnavano quel mattino di inizio estate.

Un nomadismo il tuo che si ripercuote nella tua illustrazione sempre in transumanza.
Le tue illustrazioni si muovono, parlano; la tua ricerca cartacea interagisce sempre con le stagioni, tu ricerchi e ti muovi sempre al ritmo delle stagioni… per ogni stagione hai il tuo collage, il tuo gregge domestico da spostare.
Hai scelto il collage perchè ti piace sovrapporre. La tua creatività, e la tua cucina è una metonimia contemporanea.
Il collage come pedagogia… vero Marta?
C’era della ricotta nei bicchierini, con delle more…
Palline di mandorle e palline di cocco si bagnavano in una Sangria reinterpretata… devo accettare tutto, perchè tutto è sovrapposto in un collage.
Miss…: “Sai qual’è la cosa più importante per me, quella che conta davvero? l’amicizia, l’amicizia di amici sinceri.”
Così che Fulvia, Elisabetta e Giuditta, decisero di costruire nel tempo la loro amicizia all’interno di UA collective; un laboratorio collagista di filosofia domestica…
E’ incredibile come un posto come questo abbia visto oggi intrecciarsi i destini di tante persone e di tanti piatti culinari così diversi.
Come la Torta verde di Giovanni Pastori, che verso il pomeriggio improvvisamente compariva, con le sue erbette avvolte in una pasta da forno con carta da forno… mentre Elisabetta in un angolo giocava curiosa come una bambina con dei vecchi attrezzi da gelateria.
Perchè il segreto è anche immaginare di leccare un gelato…
“E poi, il nulla. Forse solo… il rumore del silenzio, come quello che sentono gli uccelli quando volano in alto sopra la terra respirando l’aria pura e fresca della libertà.”
Evelyn Couch (Kathy Base)
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno…

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