Le sorelle GARDONI… e il nonno pittore

06 Dic Le sorelle GARDONI… e il nonno pittore

I RICETTARI D’ARTE… © Andrej Mussa

… Da una finestra di casa… si proietta IL CUORE DI UN PARMIGIANO espressionista.
Vincenzo Gardoni soldato,
poi sopravvissuto nella ‘campagna Russa’ in una seconda Guerra Mondiale.
Poi divenne un pittore, artista lo era già… IL PITTORE CHE DIPINGEVA DI NASCOSTO.

Dio non è quel che credi… ma,
QUELLO CHE VEDI, da una Risata Parmigiana !
UN CONFINE È UN SAPORE DIVERSO DA ALTRI…
Caval pist !
L’uso di alimentarsi con la carne di cavallo è molto recente qui a Parma…

LA SOCIETÀ INTIMISTA DEL NUOVO TIPO
Così a Parma,

festeggio i cento anni di un pittore della Bassa, vincenzogardoni.com

da una finestra di casa… si proietta IL CUORE DI UN PARMIGIANO espressionista.
Vincenzo Gardoni soldato, poi sopravvissuto nella ‘campagna Russa’ in una seconda Guerra Mondiale.

Ricoverato nell’ospedale bolognese per un gravissimo esaurimento fisico che lo rese irriconoscibile agli stessi familiari, stabilizzatosi ma segnato, vagò per due anni come un clandestino fino alla fine della guerra.
Poi divenne un pittore, artista lo era già…
IL PITTORE CHE DIPINGEVA DI NASCOSTO

Successivamente, la sua vita in un background permanente, fu un esercizio di memoria raffigurata attraverso il colore. Colore che Vincenzo coglieva e raccoglieva di nascosto attraverso la sua quotidianità post guerra.
Inchiostri di varia natura che l’Università con cui collaborava buttava; carte e cartoni di scarto, pennelli consumati, i pennarelli Lampostyl, guantoni di gomma. I colori a olio e di cera… Tutto quello che la società rifiutava, che riteneva non più utilizzabile, l’artista Vincenzo Gardoni recuperava, riutilizzava e applicava alla sua immaginazione attraverso la quotidianità. Tutto era nascosto, taciuto. Nulla si vedeva uscire dalla sua casa/laboratorio.

APPLICARE=TRANSITIVO
che continua a vivere anche dopo la morte.

Grazie alle tre nipoti, nasce un
Magazzino della memoria:
“Gardoni Architects”
Che ne reinterpreterà l’opera artistica attraverso il contemporaneo applicato.

Miriam, Arianna Maria, Teresa Maria Gardoni, applicano rendendo visibile il nascosto…

IN QUESTO ‘MAGAZZINO’,
ADERISCONO NEL “PRESENTE” LE OPERE “PASSATE” DEL NONNO

Opere viste come rappresentanti di un’umanità sconfitta e umiliata. Spiritualismo espressivo il suo che caratterizzò tutta la sua esistenza.
L’espressionismo in tutte le sue forme, non è nient’altro che una modalità di esecuzione impietosa agressiva terapeutica contro la foga del giudizio morale altrui.
L’interiorità come intimità sta nelle cose quotidiane che poi, tre sorelle, nipoti del pittore di Parma ci restituiscono attraverso la contemporaneità della moda e del design tutto ciò che avevamo dimenticato…

Nella piazza della Steccata, sulla facciata del palazzo dove ha vissuto Vincenzo Gardoni, ho assistito alla proiezione di un uomo della Bassa attraverso le sue opere e pensieri. Così la ‘Bassa’… la ricordava Giovannino Guareschi

“A me sarebbe piaciuto nascere in una di quelle calde giornate di luglio, come ci sono qua nella Bassa, da farti scottare così tanto che il sole pare ce l’abbia persino con te.
E invece ho dovuto accontentarmi di novembre, con la nebbia di stagione, un po’ di seconda mano, sempre lì intorno a ciondolare, vagabonda e curiosa.
Come emiliano mi sono chiuso tra quelle due o tre parole di vocabolario, suggeritemi a suo tempo lassù, qualcuna magari già storpiata dal dialetto e accompagnata da un gesto per dar più colore alle cose… perché sapevo di essere lasciato a San Secondo, che sta ad una sgambata da Fontanellato, un tiro di pallone da Parma, un acuto da Busseto e due bracciate dal Po…”

L’appuntamento, patrocinato dal Comune di Parma, ha visto la partecipazione dell’assessore alla Cultura Michele Guerra, oltre a Gianluigi Guarneri, docente e critico d’arte.

Cercando e camminando…
vi racconterò passo dopo passo di una terra coraggiosa, chiusa in quei confini che ne identificano tradizioni e volti, odori e sapori, terre che volendo globalizzarle in un’unica è ormai impossibile.
La Bassa Parmigiana è una ‘Risata Parmigiana’… da non confondersi.
Dio non è quel che credi… ma,
QUELLO CHE VEDI, da una Risata Parmigiana !

UN CONFINE È UN SAPORE DIVERSO DA ALTRI…

Caval pist !
L’uso di alimentarsi con la carne di cavallo è molto recente qui a Parma. Dovunque ha trovato forte opposizione. I tabù alimentari sono la cosa più stupida di un prodotto sociale scadente… suddiviso in classi sociali che solo una società in cucina può evidenziarne le discriminazioni.
Tale abitudine, mangiare carne di cavallo, ebbe inizio in Germania tra il 1832 e il 1851 e successivamente in Francia.

Il PESTO DI CAVALLO chiamato in dialetto  “Caval Pist” è una lavorazione di tritato di equino applicato all’arte (suddiviso in vari passaggi di macinazione), venuto a radicarsi nella città di Parma nel 1881, e che man mano ha preso piede nei piatti tradizionali della zona insieme alla “Vecia di Cavallo”.

IL RICETI DAL P’ CAR  DA CAVAL…
Miriam è un architetto Fashion, Arianna Maria e Teresa Maria sono architetto e designer.
“Gardoni Architects”,
applica l’arte con gusto…

Il nostro incontro inizia in una Taberna Equina (Gruppo macellai di carne equine). Un locale che da macelleria passa da stuzzicheria; arredato con ingegno da Arianna Maria Gardoni, affiancata nella ricerca dei materiali dalla sorella Teresa Maria attraverso un design di recupero dove il Cavallo è di casa…
Così, la vera arte non solo non è capita, ma viene anche temuta…

Tanto legno e non più banconi di marmo nella Taberna Equina di Parma; finestrelle di legno che diventano street menù… Tavoli da ‘macello’ disegnati e collocati da Arianna Maria come registratori del tempo… Corridoi, spazi per la frollatura delle carni trasformati in Gallerie espositive.
Con la 1 macinata di carne di cavallo, Arianna  Maria inizia il nostro Ricettario d’arte…

Un “Tris di tartine con pesto crudo”…
Ogni tartina rappresenta caratterialmente le tre sorelle, tre variazioni nel piatto: c’è la “Brusca”, che se ricordo bene, assaggiandola, mi rimanda a Miriam…
La “Delicata”, ha il volto di Arianna Maria, e la “Piccante”, quello di Teresa Maria.
Se ho sbagliato nel collocarle, vorrà dire che mi sarò giocato la simpatia di una delle tre sorelle. Ah ecco ! Ora mi dicono che la “Piccante” oggi diventa “Allegra”… ma assaggiandola sempre piccante è.
Sono tartine con carne cruda di cavallo, condita, e ognuna abbinata con la propria salsa.
Con il pesto crudo, Arianna Maria si porta avanti con la seconda portata: Tuffo in rosso  (polpette di cavallo con sugo al pomodoro e rondelle di patate).

Ma, tradizione vuole che il ‘primo’ in cucina viene sempre prima del ‘secondo’:
così Teresa Maria mi racconta di tradizioni e storie di Parma attraverso una splendida ‘Risata alla Parmigiana’ (con Parmigiano reggiano) in crosta preparatomi, favoloso!
Un tortino servito a tavola con sopra una fetta di prosciutto di Parma.
Ora capisco perchè molti cuochi contemporanei affermati provengono da studi di architettura.

In questa cucina Gardoni, ma costruita e vissuta nella casa di Arianna Maria… la presenza del nonno pittore si fa sentire. Questa cucina è stata architettata con i suoi dipinti, creando un unico ambiente tra il fulcro delle attività domestiche e l’area living.
Grazie alla presenza di un’isola, è stato possibile recuperare spazio di lavoro, utilizzando poi l’isola stessa come piano di lavoro, un possibile spazio per mangiare o un piano d’appoggio in cui sopra, la firma Gardoni, è fumettata con i tratti del volto del nonno pittore. Volto, il suo, che accompagna oggi i piatti delle tre nipoti.
Ma è il pannello che riveste l’Isola da un lato, che espressivamente di rosso racconta Vincenzo Gardoni.

IN CUCINA, CON UNA PROFEZIA VINCENZO GARDONI ANTICIPÒ ATTRAVERSO UNO STORYBOARD IL NOSTRO INCONTRO…

Mi ricorda quelle tavole dei cantastorie di una volta, con le figure all’interno di avvenimenti illustrati… Il nostro, raffigurato con l’immagine dipinta di una cucina, poi c’è la creatività rappresentata da due lampadine, il tempo, un piatto culinario e una culla…

Il dolce è preparato da Miriam Gardoni.
Miriam è la stilista.
La “Brusca”… ma come tutte le brusche… è la più sensibile alle cose quotidiane. Il nonno che racconta. Ripeto sempre, come lo stilista sappia più di tutti ‘guarire’ i nostri sbalzi d’umore. Lo stilista è il solo creativo capace di farci indossare le nostre emozioni… Scegliamo sempre un vestito condizionati dal nostro stato d’animo.

Miriam Gardoni è una stilista particolare, perchè tutti i suoi capi raccontano le opere del nonno, cosa non facile. Costruire un abito su un quadro è sempre stato il sogno di ogni stilista. I suoi, sono capi di abbigliamento “galleristico”. Sfilano e poi si sfilano attraverso esercizi di memoria. Quel senso accennato all’inizio del mio racconto incontro; il senso chiamato a definire per calcolo matematico l’intimità è la vista.
Miriam si riappropria di un tempo perduto, il suo, un tempo proustiano per rendere visibile l’arte.

“Caccia a ottobre rosso”, è una crema alla ricotta con liquore all’amarena, guarnita da pistacchi e amaretti, così Miriam con la ricotta (il mio ingrediente alimentare preferito) ha cucito sul mio palato un nuovo Tiramisù…

LA CUCINA È UN LABORATORIO.
LA CUCINA È UNA DISPENSA DELLA MEMORIA…
Occorre sempre crearsi una visione all’interno della quale tutte le età resistono all’usura del tempo, continuando così ad affermare i loro diritti, con ritmi imprevedibili, anzichè arrendersi al predefinito passo del tempo…

Così che, in una cucina, le sorelle Gardoni danno inizio a un percorso applicativo delle arti attraverso le azioni quotidiane.
Nasce un “Manifesto” di dialogo e interazione tra arte e artigianato.

ARTS and CRAFTS

Un manifesto è una dichiarazione d’amore. Un manifesto è una dichiarazione pubblica, che definisce ed espone i principi e gli obiettivi di un movimento (culturale sociale politico) e di coloro che decidono di aderirvi.

Il pittore Vincenzo Gardoni…
le sue opere, i suoi pensieri sono stati proiettati su facciate umide della Bassa.
Un MANIFESTO è stato proiettato.

Umori rincasati nelle stanze domestiche. Emozioni che cambiano le nostre storie di vita, che narrano insieme al pittore della Bassa volti della terra; ‘torridi’ e ‘nebbiosi’, che non potranno non parlare anche di artigianato, non potendo fare a meno di ascoltare quel silenzio frantumato dalla fatica quotidiana.