Food (R)evolution

05 Mar Food (R)evolution

Milano-Istituto Cervantes
curatrice dell’evento\ROSSELLA FARINOTTI.
ALBERT PINYA e MARIA SOLIVELLAS.
Un pittore e una cuoca di Maiorca.

Ca na Toneta non è solo un ristorante… Ma è un luogo dove l’arte e la cucina si incontrano e non si lasciano più.
Ai piedi della Serra de Tramuntana, si trova un casolare di campagna. Qui le stagioni condizionano i gusti e gli odori mutando la quotidianità della gente. Qui si mangia senza inganni… perchè chi cucina, quando prepara e crea dei piatti gastronomici all’interno di un luogo strutturato nel tempo, capace di mutare con il cambiare delle stagioni, è un cuoco professionalmente onesto, e innamorato del proprio lavoro. Chi cucina senza passione, senza amore, senza riconoscenza per la propria identità territoriale, chi cucina senza questi ingredienti quotidiani, è un traditore gastronomico.
Maria Solivellas, maestra di cucina del Ca na Toneta, non tradisce mai…

Lei coltiva, annusa la sua terra, impasta con la “terra”, dona ai suoi clienti storie e racconti della sua terra. Un piatto cucinato a questo deve servire.
La terra assorbe le nostre storie tramandate; assorbe tutto, e ce lo restituisce attraverso i suoi prodotti, poi colti e cucinati, preparati e serviti. Ecco che noi mangiando allora ricordiamo…
“…Non ricordo bene le galline disegnate sul muro bianco col gesso marcio che sottraevo da una cassettina seminascosta nella scansia contenente le armi di mestiere di mio padre… Facendo attenzione a non farmi vedere. Fu il primo mezzo grafico che usai e si dissolveva quasi subito perchè era tanto tenero e friabile.
Un giorno a tavola, mi sfogai con una esecuzione a getto di non so quale disegno sulla schiena della mia mamma… Osservavo l’effetto dei segni bianchi su quel grembiule o vestaglia che fosse, tendente al nero. Le avevo sporcato il vestito, la mamma mi sgridò, in un modo che però mi diede l’impressione che fosse compiaciuta e divertita…”
Un immaginario ricordo di un pittore Naif.

Così voglio introdurre l’amico di Maria Solivellas, quell’amico pittore che un giorno passando dal
Ca na Toneta, non se ne andò più via…
Albert Pinya, è un naif POSTmoderno di Maiorca.
La sua ingenuità artistica è cercata e approfondita, proprio con un metodo non solo artistico, ma di vita quotidiana Naif…
Decora, illustra sui muri del Ca na Toneta. Codici pittorici ironici contrastano le perversioni alimentari di questa società contemporanea.
Codici della cultura popolare, del fumetto, dell’illustrazione. Gli stessi codici popolari e culturali che troviamo nella cucina di Maria Solivellas; una cucina tenera e friabile, proprio com’erano i segni grafici dei gessetti fatti sul muro bianco dal piccolo Albert.
Albert, studia, osserva e focalizza l’essere umano e il suo modo in cui tenta di rapportarsi alla società contemporanea.

Food (R)evolution è un incontro, è uno scontro, una “relazione” tra arte contemporanea ed alimentazione, toccando aspetti come la creazione gastronomica, il recupero e la valorizzazione del prodotto locale.
Qui, in Food (R)evolution, ho umilmente trovato l’Expo che cercavo… Brava Rossella Farinotti.
Biodiversità e la relazione dell’uomo con la produzione alimentare e il carico sociale che esso stesso presuppone, il supporto e l’appoggio ai piccoli agricoltori ed alla produzione controllata, la problematica che coinvolge la ricerca e l’apparizione di nuovi prodotti contro i prodotti locali, vincolati a un determinato contesto sociale.
Il marchio industriale, le multinazionali che schiacciano e cancellano la nostra memoria…

A Milano, nell’Istituto Cervantes, un magico incontro con LA ZUPPA MAIORCHINA… Maria Solivellas, con la sua cucina territoriale, familiare, tramandata e custodita nella sua splendida dimora culinaria, interagisce ‘slow food’ con il pubblico attraverso la sua tradizione gastronomica; risultato di una complessa storia di va e vieni e domini di civiltà ancestrali, la gastronomia maiorchina riunisce l’insieme di tutte le culture che hanno modellato la sua personalità, la gastronomia maiorchina non dimentica, reinterpreta il proprio passato collaborando con i sapori e gli odori delle stagioni. Proprio per questo la varietà è uno dei suoi segni di identità. Non mancano nella cucina dell’isola né i piatti cimentati sulla ricchezza dei suoi legumi, né quelli che basano la loro squisitezza su prodotti del mare e sul pesce, né quelli che hanno fatto della carne la fonte dei loro splendidi sapori.

Le zuppe maiorchine sono un piatto semplice e sano allo stesso tempo, sono piatti conditi con i ricordi, storie tramandate, che ci offrono l’opportunità di assaggiare prodotti dell’orto in funzione delle verdure di cui si dispone. La stagione ‘comanda’ la cucina… interagendo con le varianti della natura; carne, funghi ed altri ortaggi.
Il bambino Albert, sognava di disegnare le galline…
Oggi non è più il grembiule nero di sua mamma a supportare i segni grafici dei suoi gessetti, ma sono i muri bianchi del Ca Na Toneta, che in passato già immaginava come dei prati e degli orti.
Il blog LA SUPA ‘D LAIT ringrazia.