REVERIES DU PROMENEUR SOLITAIRE

20 Set REVERIES DU PROMENEUR SOLITAIRE

In treno, lascio Cervo, saluto una terra fantastica, che mi ha permesso di conoscere i miei eroi contemporanei… Piccoli produttori, agricoltori, artigiani gastronomi… Li ho tutti qui! Nel mio cuore, su questo treno, in viaggio…

La Festa delle Erbe di Rollo è un patrimonio umano.
Amore, giustizia, libertà, fraternità, redenzione, progresso… Quanti nomi ha la speranza?
Un “cammino”… Il lungo, eroico, esaltante cammino spazio-temporale che mi porta a Cervo, successivamente poi nel Borgo di Rollo, un ritorno verso la fonte originaria dell’essere, il paradiso perduto.
Vagando per boschi e per valli ci si sente rapiti dal fascino delle piante e delle più umili erbe… “Come se l’innocenza vegetale avesse la magica virtù di rendere innocente colui che la contempla”. Jean Starobinski.
Crescita demografica impetuosa, esposione dei conflitti sociali, estendersi dell’urbanizzazione, costruzioni di case e cementificazioni, abbattimento di foreste e stragi di animali selvatici, inquinameno dell’aria e dell’acqua, sfruttamento del carbone…
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE – IL MODERNISMO INDUSTRIALE. le “magnifiche sorti e progressive”, così ironicamente denunciate da Giacomo Leopardi, è uno degli aspetti del disastro, che con maggiore evidenza si manifestarono fin dai primi decenni dell’Ottocento.

BORGO DI ROLLO-LIGURIA
Festa delle Erbe, aromatiche, officinali e antiche piante.

I MIEI EROI CONTEMPORANEI.
MARCO e CHIARA…

“Una volta, ricordo di avere risposto a un disperato ricercatore di cibi genuini, che la sua ricerca non era più così disperata: se lui soltanto si fosse dato la pena di lasciare l’asfalto e di inoltrarsi qualche chilometro per le strade secondarie, di breccia o di terra battuta. A chi cerca aspetti antichi, e non guasti, delle nostre città e del nostro paesaggio, il tragitto è ancora più breve: basta allontanarsi poche centinaia di metri dalle vie del traffico grande o piccolo, e dell’industria piccola o grande. Basta scantonare in qualunque via laterale senza uscita, o che si perda o continui in un sentiero campestre. Sono mondi trasognati, dimenticati, intatti: riserve di pace e di bellezza, vicino a cui passiamo migliaia di volte senza accorgercene, in mezzo a cui viviamo senza pensarci”. Mario Soldati.
E’ qui che vivono Marco e Chiara Bartoli; nella loro azienda agricola nella frazione di Pantasina in Vasia-Imperia, basta allontanarsi poche centinaia di metri dalle vie del traffico grande o piccolo, e dell’industria piccola o grande…

“Ho raccolto un po’ di teste di aglio. Posate sulla credenza, danno alla cucina un’aria molto professionale, il loro odore mi riporta alle cucine del passato…” Derek Jarman Modern Nature Diario 1989-1990

L’AGLIO di VESSALICO, è una varietà di aglio, coltivato negli 11 comuni che compongono il territorio dell’alta valle Arroscia. La coltivazione avviene sui classici TERRAZZAMENTI LIGURI (le cosiddette fasce ricavate sui fianchi delle colline e sostenute da muretti a secco), il terreno è leggero e ricco di scheletro, gli appezzamenti vengono avvicendati lasciando i terreni a riposo a rotazione oppure effettuando il sovescio (con senape, rafano ecc…). La semina si effettua tra ottobre e gennaio. La raccolta avviene nel mese di giugno. Subito dopo la raccolta l’aglio viene lasciato ad asciugare all’ombra per qualche tempo (questa pratica ne aumenta la conservabilita’) e poi intrecciato nelle classiche “reste” (trecce fatte con 13 o 25 bulbi), questa lavorazione ha luogo al mattino o nelle ore serali e notturne, perché la maggiore umidità delle foglie agevola l’intrecciatura dei bulbi.

LA MAIONESE AIE’, una crema a base di aglio, è nata proprio nei luoghi in cui viene coltivato l’Aglio di Vessalico, gli ingredienti- tuorlo d’uovo, spicchi d’aglio fresco, olio extravergine di oliva, sale) vengono amalgamati nel mortaio e serviti con patate lesse o verdure cotte, carne bollita, pesce, accompagnati da crostoni di pane integrale. Valle Arroscia (Comune di Vessalico). Prodotto di una terra tra le Alpi e il Mare.
La mia, un’ansiosa fuga dalla realtà. Il solitario “cammino” delle anime poetiche incontrate qui nel Borgo di Rollo, assetate di purezza e incantate dal mito del paradiso perduto, come Cristian, piccolo eroe di questa terra, custode degli ulivi della valle, che con la sua azienda “Borgo di Rollo” recupera le olive dimenticate dal tempo… Ulivi dimenticati, abbandonati gran parte per pigrizia. Olive, che adagiate sul terreno aspettano di essere colte…